
Dipendenze affettive: Uomini VS Donne
Quanto siamo dipendenti?
La dipendenza oggi è una parola all’ordine del giorno, in un post precedente avevo già accennato come le dipendenze ormai sono pane quotidiano.
Tristezza? Senso di vuoto? Paura? La paura della solitudine, che nelle relazioni mancate lascia spesso passo veloce all’angoscia.
Un cane che morde la coda? Perché ad ogni vicinanza ci si sente pervasi da un finto benessere, al sicuro, compresi, disposti ad accettare qualunque condizione pur di non perdere la persona amata; al contrario il terrore di perdere la persona amata ci conduce verso ansie, paranoie, malessere e angoscia.
Il flusso dipendente conduce a relazioni che in effetti non sono proprie, sono relazioni dismorfiche concedetemi il termine, relazioni fondate sulla simbiosi, sulla cancellazione dei confini di sé e dell’altro, riconoscersi nell’altro è l’unico modo di esistere, e se questo significa essere succubi o sottomessi ben venga!
Ma oggi vorrei focalizzarmi su un’altra domanda che spesso mi viene chiesta, dipendono più gli uomini o le donne?
Risposta secca? A mio parere l’uomo! Solo che spesso è meno osservabile o individuabile rispetto alle donne.
Innanzitutto bisogna specificare che sicuramente il funzionamento psichico di un uomo e di una donna è sostanzialmente diverso, ad esempio la tendenza a rispondere diversamente ai traumi. Nell’uomo si osserva spesso l’allontanamento del dolore e della sofferenza, spesso sfociando in comportamenti a rischio (ludopatia, abuso di sostanze, identificazione con il torto), nella donna invece nel tentativo di controllare dolore e sofferenza generalmente si prova a rivivere il trauma, creando carenze e sofferenza presente.
Gli uomini hanno grosse difficoltà ad esprimere i propri sentimenti nella coppia, molto deriva dalla nostra concezione culturale, ovvero che l’intimità emotiva non è appropriata per un uomo (e questo ne genera di problemi credetemi!), le donne al contrario mostrano le loro emozioni più apertamente.
La verità è che l’uomo cerca nel partner un confidente emotivo, per questa ragione spesso l’uomo soffre di più quando il partner si allontana, anche perché abituati all’amore incondizionato (ideale) di una madre, si sentono vulnerabili quando sono soli!
L’uomo dipendente cerca sempre il compromesso, adottando spesso uno stile passivo-aggressivo, al fine del famoso “quieto vivere” per mantenere il cosiddetto equilibrio, che poi di fatti non è! Si innesta un circolo di “bugie emotive”, si finisce per accontentare il partner in tutto e per tutto annullando completamente se stessi! Oppure si adotta uno stile aggressivo diretto, in cui per sfuggire alla dipendenza si tende a controllare e dominare il partner!
Dove ci condurrà tutto questo? Ditelo voi!
In una relazione sana non ci sono “bugie emotive” solo desideri espressi ed accolti reciprocamente!
Bibliografia
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